Bruno Martinazzi




Mostre personali
1954 Smalti su rame, Theo Bianco, Torino
1955 Bruno Martinazzi, Galleria Cairola, Milano
1957 Martinazzi, Galleria Montenapoleone, Milano
1958 Martinazzi. Smalti e ori, Circolo degli Artisti, Torino
1958 Martinazzi, Galleria Cairola, Milano
1959 Bruno Martinazzi, Circolo Sociale, Alba; Circolo dei Forestieri, Catania; Galleria La Feluca, Roma
1961 Bruno Martinazzi, a cura di Adriana Renier, Galleria La Meridiana, Biella
1962 Martinazzi, Galleria Gli Araldi, Novara
1963 Bruno Martinazzi, a cura di Simonetta Chierici e Ippolito Simonis, Galleria Stampatori, Torino
1964 15 Studi sulla Paura, a cura di Carla Gallo Barbisio, Centro Internazionale Arti Figurative, Biella; Musée de l'Athénée, Ginevra; Galleria il Punto, Torino; Handwerkskammer für Oberbayern, München
1965 Jewelery by Martinazzi, a cura di Graham Hughes, Goldsmiths' Hall, Londra
1965 Martinazzi, Galleria Sebastiani, Milano
1965 Martinazzi, a cura di Herbert Hofmann, Handwerkskammer für Oberbayern, München
1965 Premiazione Bruno Martinazzi con il Bayerischer Staatspreis (Premio dello Stato di Baviera), IHM, Fiera Internazionale dell'Artigianato, München
1968 Martinazzi, Galleria Borgogna, Milano
1968 Economic Growth, a cura di Carla Gallo Barbisio, Domus Collezione, Torino
1972 Martinazzi, a cura di Pino Curletti, Galleria la Parisina, Torino
1974 L'intero e le parti, a cura di Mario Tazzoli, Galleria La Galatea, Torino
1975 Metro, peso, vaso, pollice, a cura di Francesco De Bartolomeis e Gianenzo Sperone, Galleria Gian Enzo Sperone, Torino
1975 Bruno Martinazzi, MAP Galerie, Colonia
1976 Sculpture to wear, a cura di J. Sonnabend e Noma Copley, Plaza Hotel, New York
1977 MARTINAZZI. MATERIA E TEMPO, a cura di Bruno Martinazzi, Galleria Mercurio, Biella
1978 Bruno Martinazzi, a cura di J. Sonnabend, The Obelysk Gallery, Boston
1979 MARTINAZZI, Galerie am Graben, Inge Asenbaum, Vienna
1980 Martinazzi, Galerie Orfèvre, Düsseldorf
1981 Martinazzi, Galleria Aprile Ronda, Biella
1981 Martinazzi, a cura di Pino Curletti, Galleria la Parisina, Torino
1982 Nel Rovescio, Galleria Noire, Torino
1982 Misure e Tempo, a cura di Gianenzo Sperone e Francesco De Bartolomeis, Galleria Gianenzo Sperone, Roma
1984 Contro le Guerre, Galleria Martano, Torino
1985 Contro le Guerre, a cura dell'Associazione L'Uomo e l'Arte, L'Uomo e l'Arte, Biella
1985 Contro le Guerre, a cura del Museo Diocesano d'Arte Sacra, Chiostro di Santa Appollonia, Museo Diocesano d'Arte Sacra, San Marco, Venezia
1985 Contro le Guerre, Basilica di Santa Maria all'Impruneta, Firenze
1987 Martinazzi. Ehrenringträger, Gesellschaft für Goldschmiedekunst Award, Augusta
1987 Martinazzi, Helen Drutt Gallery, Philadelphia
1990 Bruno Martinazzi, Louise Smit Gallery, Amsterdam
1990 Bruno Martinazzi, Studio Ton Berends, L'Aia
1990 Martinazzi Sculptor, Helen Drutt Gallery, New York
1990 Sulle Sacre Scritture, a cura dell'Assessorato alla Cultura e alla Gioventù, Museo del Cinema, Torino
1991 Simultaneità – Bruno Martinazzi, a cura di Alessandra Briganti, Accademia d'Ungheria, Palazzo Falconieri, Roma
1994 Bruno Martinazzi, Graziella Gay Gioielli, Torino
1995 Bruno Martinazzi, Galerie Zaunschirm, Zollikon
1997 Martinazzi. Schmuck / Gioielli / Jewellery 1958-1997, a cura di Fritz Falk e Cornelie Holzach, Schmuckmuseum Pforzheim, Deutsches Goldschmiedehaus, Hanau; Bayerischer Kunstgewerbeverein, München; Musei Civici di Padova, Padova
1999 Martinazzi. L'oro e la pietra, a cura di Marijke Vallanzasca Bianchi, Gian Franco Martinoni, Mirella Cisotto Nalon, Museo degli Eremitani, Padova
2000 Dalla Meditazione alla Forma, Sculture di Bruno Martinazzi, a cura di Maria Cristina Mundici, Michele Badino, Alvar Berlanda, Monastero di Bose, Magnano (Biella)
2001 Il problema della guerra e le vie della pace. Bruno Martinazzi. Sculture e disegni, a cura di Carla Gallo Barbisio, Università di Torino, Castello di Barone Canavese
2001 Alba Elettrica, presentazione del video a cura di Mimmo Calopresti e Pè Calopestie, Peter Freeman, Massimo Gea, Claudio Paletto, Hotel Residenza del Lago Candia Canavese, Torino
2002 Oro ferro piombo, a cura di Alberto Weber, Galleria Weber, Torino
2008 Bruno Martinazzi. Sculture, a cura di Armando Audoli, Castello di Rivalta, Rivalta/Torino
2009 Bruno Martinazzi – Mensura Numero et Pondere, a cura di Ornella Casazza e Bruno Martinazzi, Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, Firenze
2009 Bruno Martinazzi – Mensura Numero et Pondere, a cura di Daniela Magnetti, Palazzo Bricherasio, Torino
2009 Bruno Martinazzi – Mensura Numero et Pondere, a cura di Ellen Maurer Zilioli, Museo di Arte Applicata, Francoforte
2011 Bruno Martinazzi. Memory Maps, a cura di Ellen Maurer Zilioli, Die Neue Sammlung – The International Design Museum, Munich, Neues Museum – Staatliches Museum für Kunst und Design, Norimberga
2014 Bruno Martinazzi. Vivere, essere, volere bene, a cura di Ellen Maurer Zilioli, Pinacoteca Albertina, Torino


Cenni biografici
1923 Nasce a Torino il 10 dicembre, secondo dei tre figli di Luigi e Teresita Operti.
1927 Perde il padre in un incidente stradale. Con la madre e i due fratelli trascorre le estati nella casa del nonno a Sestri Levante, dove frequenta l'ambiente artistico del luogo (Carlo Bo, Francesco Messina, Giovanni de Scalzo, Rodolfo Castagnino, Van Sckendel) e dove il fratello Italo posa come modello per Messina.
1937 A Torino studia violino con il maestro Zini e si scrive al Ginnasio Liceo "Massimo D'Azeglio".
1938 Prime scalate con il fratello Italo e con gli Accademici di Montagna, amici del padre.
1940 Insieme alla sorella Baba, abbandona la scuola e prosegue gli studi privatamente, conseguendo la maturità classica con un anno d'anticipo.
1941 Si iscrive alla facoltà di chimica pura dell'Università di Torino. Nel tempo libero continua a dedicarsi alle scalate in montagna e allo studio del pianoforte con il maestro Ruggero Maghini.
1943 Dallo scoppio della guerra (1940) si dedica a importanti scalate con il gruppo dell'oratorio salesiano di Torino e con l'amico Gianni Jarre: prima invernale Testa della Tribolazione (11 marzo 1940); prima via per la parete ovest Monte Nero (18 luglio 1940); prima ascensione parete ovest Gran San Pietro (giugno 1941); prima ascensione invernale monte Ciarforon (dicembre 1941); prima via per la cresta del Roc Sud del Gran Paradiso (7 settembre 1943).
1943-45 Partigiano combattente nelle Langhe, nei gruppi degli Autonomi. Partecipa con il fratello Italo e la sorella Baba alla conquista partigiana di Alba. È di questo periodo l'amicizia con lo scrittore Beppe Fenoglio. Viene arrestato dai tedeschi nel marzo 1945 e liberato nell'aprile dello stesso anno.
1947 La sorella Baba perde la vita all'età di ventuno anni in un incidente stradale, nello stesso giorno in cui Martinazzi, con il fratello Italo, Ruggiero Cominotti, Nello Corti e Plinio Pinna Pintor scala il Cervino. Nello stesso anno si laurea in chimica pura e inizia a lavorare come direttore del laboratorio di chimica nella ditta Magnoni-Tedeschi. Contemporaneamente frequenta i corsi serali della Libera Accademia d'Arte a Torino.
1951 Lascia il lavoro nell'industria per dedicarsi all'arte. Inizia l'apprendistato dagli orafi torinesi Fratelli Mussa e segue i corsi serali alla scuola orafi Girardi di Torino.
1953 Si trasferisce a Firenze dove frequenta la Scuola Statale d'Arte. In seguito continua i suoi studi all'Istituto Statale d'Arte a Roma.
1954 Prima personale a Torino. In quest'occasione incontra Luigi Carluccio. Mostre a Milano e a Roma.
1957 Partecipa alla Triennale di Milano con un gruppo di sculture.
1959 Partecipa alla Biennale del metallo a Gubbio dove, due anni dopo, riceverà il premio Gubbio per la scultura.
1960 Prima mostra internazionale a Dallas.
1961 Primo premio internazionale della Goldsmith's Hall a Londra.
1962-63 Dopo 15 anni di lutto per la morte dell'amatissima sorella, ritorna a Zermatt, dove incontra Carlotta Freeman e i suoi due bambini Paola e Peter.
1963 Personale con sculture in bronzo alla Galleria Stampatori a Torino. Nello stesso anno partecipa al Salon de la Jeune Sculture al Museo Rodin a Parigi.
1964 Mostra personale itinerante a Monaco di Baviera, Londra e Ginevra. Presenta il progetto non celebrativo 15 studi sulla paura per il monumento al partigiano della citta di Aosta.
1965 Riceve a Torino il premio per la scultura e a Monaco il Premio di Stato di Baviera. Si scrive alla specializzazione di psicologia all'Università di Torino e insegna scultura al liceo artistico. Si dedica al lavoro con bambini autistici.
1966 Mostra al Finch Museum, New York. Partecipa al premio Fiorino di Firenze.
1967 Carlotta Gallo Barbisio, dopo la separazione dal marito Charles Freeman, si trasferisce con i bambini dalla Svizzera a Torino, alla pensione Europa.
1964-67 Trascorre lunghi periodi ad Ansedonia, sito dell'antica Cosa e luogo di rara bellezza che offre all'artista l'opportunità di scolpire antiche pietre.
1968 Segue la rivolta studentesca a Torino, alla quale si ispira per le opere Marce della Pace. Nell'agosto 1968, durante l'invasione dell'armata sovietica, è a Praga per una mostra di scultura e a Jablonec per un simposio internazionale.
1969 A Milano, nel giorno dell'inaugurazione di una sua personale, esplode la bomba di piazza Fontana. Rivolta operaia a Torino. L'artista produce forme che sembrano esplodere dal titolo Metalmeccanici, Catena di montaggio, Cariche, Adattoidi. Colpito dall'ondata di violenza, non rappresenta più figure intere, ma solo parti del corpo umano, simboli di una società che si autofagocita. Mostre Economic Growth a Torino e a Milano.
1970 In Toscana, in estate e insieme a Carlotta, organizza la Scuolina d'Ansedonia, laboratorio d'arte contro l'appartheid dei bambini in difficoltà. Porta a termine lo studio di psicologia a Torino, con una tesi sulla Scuolina di Ansedonia. Inizia a collaborare con l'Università di Torino, con Ada Fonzi e Francesco De Bartolomeis.
1972 Inizio di una grande amicizia con Norma Copley che gli fa visita a Ansedonia con Sonali Rossellini. Mostre e premi in Germania, Giappone, Inghilterra, Francia e Svizzera. Personale a Torino alla galleria La Parisina di Pino Curletti.
1974 Personale a Torino alla Galleria Galatea di Mario Tazzoli. Umberto Agnelli lo incarica di creare una scultura monumentale per il centro direzionale FIAT.
1975 Con l'amico Gianni Jarre studia il tempo infinito delle pietre che sta scolpendo. Nasce l'opera Misure: materia e tempo, che presenterà nell'ottobre dello stesso anno alla Galleria Gian Enzo Sperone a Torino.
1976-79 Gli ultimi lavori vengono esposti a New York, in California e New England (mostra itinerante, a cura di Norma Copley e Joan Sonnabend). Insegna all'Accademia di Belle Arti a Torino. Inizia un periodo di ricerca sperimentale con diversi gruppi. Workshops a Torino, Ansedonia, Messico e USA. Per due anni lavora con gruppi di arte terapia dell'ospedale psichiatrico di Collegno e organizza il primo laboratorio d'arte di quartiere aperto a tutti a Borgo Po. Studia l'arte cicladica. Nel 1978 porta a termine Le due forze, la scultura monumentale per la FIAT, che verrà collocata nel 1983. Prepara la personale a Vienna presso la galleria am Graben di Inge Asenbaum. Incontra Sidney Leach dell'Università di Parigi, che conduce ricerche sull'effetto L.A.S.E.R. Approfondisce le ricerche su energia, reversibilità, irreversibilità, entropia. Questo lavoro concettuale è presentato a Vienna, Düsseldorf, Monaco, Londra.
1980 Luigi Carluccio viene nominato direttore della Biennale di Venezia e desidera esporre Le due forze. Umberto Agnelli è d'accordo, ma nel frattempo Carluccio muore in Brasile e Martinazzi rinuncia.
1981-83 L'artista vive un periodo di completo isolamento a Pietrasanta. Visita le cave delle Alpi Apuane e inizia a scolpire i marmi: Icaro, Erma, Diade, Marafea, Caino e Abele. Personale alla Galleria Sperone di Roma nel 1982.
1984/85 Mostre nei musei di New York, Kyoto, Tokyo. Partecipa al movimento non violento e presenta il progetto del monumento Contro le Guerre, con personali a Torino, Venezia, Impruneta e Biella.
1986 Il progetto del monumento Contro le Guerre viene acquistato dalla Fondazione De Fornaris per la GAM a Torino, dove il comune intende realizzarlo. Le due forze viene consegnato alla FIAT. L'artista si ritira nel vecchio convento di Salussola dove studia la Bibbia e crea il volume di parole e immagini Il cielo, la terra e tutte le tue creature (Marco Noire editore, Torino 1987)
1987 Giovani artisti realizzano video sulle opere di Martinazzi. Invitato alle università di Firenze e di Philadelphia, tiene lezioni sulla sua ricerca estetica. Premi a Monaco e a Ausburg. Mostre in USA, a cura di Helen Drutt.
1988 Mostra al Museo Archeologico di Arezzo e alla Biennale di Lugano. Ulteriore periodo di isolamento nel vecchio convento di Salussola, dove studia antichi miti e religioni. Nello stesso anno e nello stesso luogo adotta Paola Francesca Freeman, la primogenita di Carlotta. La cerimonia di adozione resta uno degli avvenimenti più commoventi della sua vita.
1989 Nuova ricerca su Mito/Logos.
1990 Il video/libro Sulle Sacre Scritture è presentato al Museo Nazionale del Cinema di Torino. Personali a Den Haag, Amsterdam e New York. Riceve l'Anello d'Onore della Deutsche Gesellschaft für Goldschmiedekunst di Hanau. Retrospettiva alla Helen Drutt Gallery di New York.
1991-92 Docenza al Royal College of Art di Londra.
dal 1993 Apprezza la letteratura e lo studio: La Bellezza come „guida" nelle Enneadi di Plotino. La visione fantastica della creazione del Dio felice nel Timeo di Platone e l'idea di un cielo unico, perfetto, solitario, ma capace di intendere sé e di amare. Nasce l'opera il Dio felice. Dalla lettura delle Metamorfosi di Ovidio nascono le opere Eco / Narciso. Tiene seminari all'Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera.
1995 Retrospettiva a Pforzheim, Hanau, Monaco.
1998 Personale al Museo degli Eremitani di Padova.
1999 Partecipa e vince, per le sculture e gli arredi interni della Chiesa, con gli Architetti Gabetti e Isola il concorso indetto dalla C E I per una chiesa modello nel Nord Italia. Le prime tre sculture vengono poste in opera nella Chiesa di San Zivido (Milano) nel 2009.
2000 Mostra Dalla meditazione alla forma, retrospettiva al Monastero di Bose (Biella). Partecipa alla Quadriennale di Roma con un gruppo di opere.
2002 Personale Oro, ferro, piombo alla Galleria Weber di Torino.
2008 Personale Bruno Martinazzi. Sculture al Castello di Rivalta (Torino).
2009 Personale Mensura, Numero et Pondere a Palazzo Pitti (Firenze) e a Palazzo Bricherasio (Torino). Personale Mass, Zahl und Gewicht, a cura di Ellen Maurer Zilioli, Museum für angewandte Kunst, Francoforte / Germania.
2011 Personale Bruno Martinazzi. Memory Maps – Schmuck Skulptur. A cura di Ellen Maurer Zilioli. Die Neue Sammlung – The International Design Museum Munich, Neues Museum – Staatliches Museum für Kunst und Design, Norimberga / Germania.
2012 Presentazione all'Istoreto di Torino dei quaderni sulla lotta partigiana editi da Trauben in Torino.


Bibliografia
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Gian Franco Martinoni, Mirella Cisotto, Marijke Vallanzasca, Bruno Martinazzi. L'oro e la pietra, Museo degli Eremitani, Padova 1998
Mons. Giancarlo Santi, Nuove Chiese Italiane. 22 Progetti per Nuove Chiese commissionati dalla Conferenza Episcopale Italiana, Electa, Milano 1999
Anna Minola, Cristina Mundici, Francesco Poli, Maria Teresa Roberto, Gian Enzo Sperone. Torino. Roma. New York. 35 anni di mostre tra Europa e America, hopefulmonster, Torino 2000
Cristina Mundici (a cura di), con testi di Enzo Bianchi, Marco Vallora, Carla Gallo Barbisio, Dalla Meditazione alla forma. Sculture di Bruno Martinazzi, Franco Masoero, Torino 2000
Enrico Crispolti (a cura di), Immaginazione Aurea. Artisti orafi e orafi artisti in Italia nel Secondo Novecento, Silvana, Milano 2001
Jan Walgrave (a cura di), The Ego Adorned. 20th Century Artist's Jewellery, Koningin Fabiolazaal, Anversa 2000
Marilena Mosco (a cura di), L'Arte del Gioiello e il Gioiello d'artista dal 900 a oggi, Museo degli Argenti, Firenze, Giunti editore, Firenze 2001
AA. VV., Gioielli Sciti e Gioielli Moderni, Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo 2002
Alberto Weber (a cura di), Arte in Giardino, Cles 2003
Stefane Aquir, Global Village: the 1960s, The Montreal Museum of Fine Arts, Montreal 2003
Sergio Pace, Luca Reineiro, Architetture per la Liturgia. Opere di Gabetti e Isola, Skira, Milano 2005
Lia Lenti, Cristina Bergesio, Dizionario del Gioiello italiano del XIX e XX secolo, Allemandi, Torino 2005
Giò Carbone (a cura di), Lucca Preziosa, Villa Bottini, Lucca 2006
Scuola Media Italo Calvino e Rocco Rolli (a cura di), Murazzi di Tutti. Percorso Plurisensoriale per nonvedenti, Silvio Zamorani, Torino 2006
Ellen Maurer Zilioli, Bruno Martinazzi. L'oro e la pietra, Arnoldsche Art Publisher, Stoccarda 2007
AA. VV., (a cura di), Sculture da indossare, Forte dei Marmi 2007
Marisa Vescovo, 900. Cento anni di creatività in Piemonte, Silvana, Milano 2008
Armando Audoli (a cura di), Bruno Martinazzi. Sculture, Castello di Rivalta, Weber & Weber, Torino 2008
Augusto Debernardi (a cura di), Paesaggio di Resistenza, Hammerle, Trieste 2008
Ornella Casazza, Ellen Maurer Zilioli (a cura di), Martinazzi. Mensura, Numero et Pondere, Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, Firenze; Palazzo Bricherasio, Torino; Museo di Arte Applicata, Francoforte, editore Sillabe, Livorno 2009
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Fritz Falk (a cura di), Serpentina. Die Schlange im Schmuck, Schmuckmuseum Pforzheim, Arnoldsche Art Publisher, Stoccarda 2012
Roberta Bernabei, Contemporary Jewellers. Interviews with European Artists, Berg, Oxford-New York 2011
Ellen Maurer Zilioli (a cura di), Bruno Martinazzi. Memory Maps, Die Neue Sammlung – The International Design Museum, Munich; Staatliches Museum für Kunst und Design, Norimberga, 2011
Bruno Martinazzi, Ehi Patriota, vol I, Trauben, Torino 2011
Bruno Martinazzi, La luce e il buio, vol II, Trauben, Torino 2013
Bruno Martinazzi, Amore e meraviglia, vol III, Trauben, Torino 2013
Bruno Martinazzi, Libeccio, vol IV, Trauben, Torino 2014


Opere in collezioni pubbliche:
Amburgo / Germania: Museum für Kunst und Gewerbe
Arezzo / Italia: Museo dell'Oro
Berlino / Germania: Torsten Bröhan Collection
Boston / USA: Museum of Fine Arts, Daphne Farago Collection
Firenze / Italia: Museo degli Argenti, Palazzo Pitti
Hanau / Germania: Deutsches Goldschmiedehaus
Honolulu / Hawaii: Museum of Fine Arts
Houston / USA: Museum of Fine Arts, Helen Williams Drutt Collection
Jablonec / Repubblica Ceca: Muzeum Skla a Bizuterie
Londra / Inghilterra: Goldsmith's Hall
Londra / Inghilterra: Royal College of Art
Londra / Inghilterra: Victoria & Albert Museum
Madrid / Spagna: Museo Nacional de Artes Decoratives
Mombercelli / Italia: Museo Civico d'Arte Moderna
Monaco di Baviera / Germania: Die Neue Sammlung – The International Design Museum, Pinakothek der Moderne (collezione del museo e collezione della Danner-Stiftung)
Montréal / Canada: Musée des Beaux Arts
New York / USA: MAD Museum – Museum of Arts and Design
New York / USA: MOMA – Metropolitan Museum of Art
Pforzheim / Germania: Schmuckmuseum im Reuchlinhaus
San Pietroburgo / Russia: Museo Eremitage
Tokyo / Giappone: National Museum of Modern Art
Torino / Italia: Centro Direzionale Fiat
Torino / Italia: GAM – Galleria d'Arte Moderna
Torino / Italia: Percorso per Non-Vedenti, Murazzi del Po
Utsonomiwa / Giappone: Utsonomiwa Museum
Vienna / Austria: 21er Haus – Museum für zeitgenössische Kunst
Wuppertal / Germania: Wuppertaler Uhrenmuseum